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Una
nuova forma di povertà
by Samuel Magiar
Cosa
significa essere di sinistra, piuttosto che di destra, oggi? Il vecchio
stereotipo vuole sia di sinistra chi sta dalla parte dei lavoratori. La
nuova sinistra democratica ritiene che un fattore genetico
(ereditario o meno?) suddivida oggi la specie umana in due distinte
categorie. Quella dei tendenzialmente egoisti (potenziali evasori
fiscali), votanti a destra, e quella dei sociali e partecipativi, votanti
a sinistra.
Io penso che destra e sinistra si distinguano oggi soprattutto per:
-
una
diversa consapevolezza di quale sia il vero livello medio di prelievo
fiscale e contributivo raggiunto oggi in Italia
-
una
diversa consapevolezza del perché, e di quanto, tasse e contributi
elevati siano “un male” di per sé grave.
Primo
punto. Un lavoratore dipendente che costa al suo datore di lavoro 100
lire, pagati i vari contributi INPS (40%), IRPEF, IVA, ICI, varie-auto
etc., riesce a consumare effettivamente beni e servizi per un valore di 35
lire. L’aliquota fiscale/contributiva complessiva per redditi medio
bassi da lavoro dipendente è del 64-67%, e cioè di due terzi!
Secondo, perché aliquote fiscali tanto elevate producono danni tanto
devastanti? Risposta. Un dato livello di benessere materiale richiede la
capacita di acquistare un determinato paniere di beni e servizi. Ciascun
bene o servizio è prezzato sulla base di un costo del lavoro pari a 100,
e se incorpora un’ora di lavoro altrui, costa appunto 100. Un ora del
proprio lavoro rende invece 35! Da ciò, la nuova miseria! E da
null’altro! Il paniere di fatto consumabile non può che essere
minuscolo.
La povertà italiana di oggi è di un genere nuovo. Convive con livelli di
produttività del settore privato assai elevati. Con un gigantesco
apparato statale dispensatore e sperperatore. Con redditi nominali lordi
decenti. Con prezzi proporzionati a questi ultimi, e quindi elevati, da
paese “ricco”. E con redditi reali netti sempre meno distanti da
quelli di un paese ex-comunista o del terzo mondo.
Perdonatemi
la franchezza.
Samuel
Magiar (Economista)
samuel.magiar@tin.it
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