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C.O.N.A.I & C.

by Giovanni Du Jardin (Pres.Life Milano)

 

 

Su questa sponda ci sono uomini e donne che lavorano; e si direbbe che vivono per lavorare, guadagnare e arricchirsi; invece quel lavorare è solo espressione della coscienza, che esige di spendere gli anni dell’esistenza nella dignità e con senso morale, facendo quel che si deve; per sé; per le proprie famiglie, per l’umanità; perché sanno che questo è il compito dell’essere umano.

 

Sull’altra sponda ci sono quelli che non sanno; non sanno perché le loro teste non sono asservite alle coscienze; e quel che fanno non è frutto delle loro idee; le idee sgorgano dagli impulsi che promanano dal fuoco che c’è nel profondo degli esseri vivi.

 

Loro non hanno idee; esprimono quelle degli altri; e questo li costringe a occultarsi in quelle tane che chiamano enti, istituzioni, commissioni;  e sono null'altro che i gironi infernali, a denominazioni diverse, nei quali sono confinati: caserme, INPS, INAIL, ASL, e nell’ultimo, autentico aborto, il CONAI; dove una folla innumerevole di zombi sbava sulle infinite tabelle dei tributi da applicare su tappi corona, lattine di birra, tubetti di dentifricio, bottiglie bordolesi, scatole d’Aspirina e bustine del the.  E pretendono di unirci all’orgia immonda della loro trascendente stupidità; d’iniettare altre potenti dosi di burocrazia dentro le nostre imprese; di ridurre anche noi alla loro funebre condizione; risucchiando il nostro tempo, le nostre magre risorse, le nostre coscienze, nel magma informe di moduli, tabelle, schede; nell'infinità di tributi necessari a perpetuare la loro onerosa e inutile disumanità.

 

Quella è la sponda dell’oppressione, sulla quale volano i corvi e ristagna la nube oscura della malvagità.

 

Questa è la sponda della libertà dove non arriva il gracchiare di quei corvi; ma non per questo è meno necessario che gl'imprenditori, pur essendo uomini liberi per vocazione, finalmente comprendano che solo con l'unione riusciranno ad avere la forza, non solo per controllare, ma per sconfiggere i nostri comuni nemici.