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Politicamente Scorretto rubrica a cura di Carlo Stagnaro |
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LA VERA LEZIONE DI ZUGO
Fiedrich Laibacher, 57 anni, di Zurigo, era un pazzo. Non c'è nient'altro da dire per commentare la tragedia di Zugo. Quattordici morti. Quindici feriti.
Poi il killer (che aveva precedenti penali, ha usato per compiere la strage un fucile non suo, e aveva presentato sette esposti sette - tutti trombati - contro alcune personalità del suo cantone) si è suicidato. Qualunque persona sana di mente si farebbe il segno della croce, e poi commenterebbe: "Purtroppo, alcune persone talvolta perdono la testa.
Questo accade raramente, e fa parte delle casualità della vita. I pazzi, i terremoti e gli incidenti sono eventi imprevedibili, rari eppur presenti". Punto. Invece, i grandi giornalisti di casa nostra hanno fatto la gara. Tutti sociologi, tutti criminologi, tutti statistici. Spara sulle armi! Il colpevole del massacro non è stato - secondo la stampa italiana - Fiedrich Laibacher, 57 anni, di Zurigo.
Sul banco degli imputati è stato chiamato il signor Sturm Gewert 90 (il fucile d'assalto che viene dato in dotazione ai cittadini svizzeri durante il periodo del loro servizio militare, che va dai 20 ai 42 anni). Insieme a lui, erano accusati per associazione a delinquere il fucile a pompa di Laibacher, il suo revolver, la sua pistola Sig Sauer 7.65. E, naturalmente, la bomba a mano da lui fatta esplodere. (In realtà, è subito emerso che la "granata" era una tanica riempita di polvere nera o altre sostanze esplosive; fatta in casa. Questo, però, i nostri prestigiosi giornali non lo hanno riferito).
Come se le armi avessero un'anima, come se l'uomo e il suo libero arbitrio (e la sua capacità di creare e distruggere) non contassero e non esistessero. Quello che non è stato detto ai cittadini è che l'ultima strage di cui si abbia memoria, nella placida Svizzera, avvenne nel 1992 (e l'esecutore fu un italiano, per giunta). Per trovare un attentato in cui siano rimasti coinvolti dei politici, bisogna addirittura risalire al 1899.
Non male, per un "paese di cecchini", come qualcuno lo ha definito. Ma i bravi e buoni cattivi maestri non ammetteranno mai che le armi servono, più che per aggredire, a difendersi. Loro non percepiscono questo problema. Hanno la scorta (armata) e possono permettersi costosi sistemi antifurto. E' facile, in quelle condizioni, essere pacifisti e socialisti. Purtroppo, la gente vera sta "dall'altra parte della pistola": e ha urgenza di potersi proteggere. Piaccia o no ai professionisti dell'elzeviro.
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