Politicamente Scorretto

rubrica a cura di Carlo Stagnaro

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Il diritto a commettere tirranicidio

 

Di Carlo Stagnaro

 

 

Ieri, lunedì 9 luglio 2001, ha avuto inizio a New York la Conferenza dell'ONU sulle armi leggere. L'evento ha avuto pochissima risonanza sulla stampa italiana. Come sempre.

 

Eppure si tratta di un incontro cruciale per l'intera umanità. I delegati di tutti i paesi della terra (tra cui molte dittature) discuteranno su come intervenire per limitare il "traffico" di armi leggere (categoria assai vasta che comprende praticamente tutto, dai revolver ai lanciamissili). In realtà, però, l'argomento in questione è assai più ampio: tocca al cuore lo stesso diritto dei cittadini onesti di detenere armi.

 

Non è un caso che il meeting sia stato aperto da un gigantesco rogo di armi da fuoco (a cui le associazioni americane dei possessori di armi hanno risposto con l'indizione della "Giornata dell'acquisto delle armi da fuoco"). La verità è che le Nazioni Unite, le quali aspirano ormai apertamente a costituire il nucleo di un futuribile governo mondiale, intendono allungare le mani sulle armi possedute dai civili. Senza alcun riguardo per i loro diritti: primo tra tutti quello a possedere i mezzi necessari a compiere un tirannicidio.

 

Di fronte a una tale, aperta aggressione l'intera America profonda, conservatrice e libertaria, si è mossa e ha reagito con forza. Non si era mai vista una presa di posizione così netta e cosciente da parte di tanti possessori di armi. E' su questo che si misura la civiltà di un popolo: la sua capacità di individuare le minacce alla propria libertà e di rispondere per le rime agli aggressori, interni o stranieri.

 

Purtroppo, ancora una volta abbiamo avuto dimostrazione della natura codarda e mansueta del nostro paese. La stampa non ha praticamente parlato del

meeting. I cittadini continuano a essere vittime inconsapevoli di un meccanismo perverso, che consente ai criminali di mantenere la propria posizione di potere di fronte a persone inermi.

 

Probabilmente l'ascesa al potere di un tiranno, in Italia, è lungi da venire, e le preoccupazioni qui espresse sono prive di fondamento. Certo è che, qualora "l'uomo forte" dovesse arrivare, non troverà alcuna resistenza sulla propria strada.