Politicamente Scorretto

rubrica a cura di Carlo Stagnaro

[ politicamente scorretto ]  [ home life ]

 

Colpire le sette per distruggere la Religione

 

Di Carlo Stagnaro

 

La Francia dichiara guerra alle "sette" religiose. Con una votazione pressoché unanime del Parlamento (un solo contrario - liberale), il paese di Napoleone ha rinforzato pesantemente "l'arsenale repressivo messo a disposizione della polizia e della giustizia per lottare contro i gruppi pseudoreligiosi e i loro guru", come ha scritto Enrico Molinari su "La Stampa" di venerdì 1 giugno scorso. 

 

Un deputato comunista ha affermato che le sette "proliferano nell'ombra, dietro i paraventi della spiritualità e dell'esoterismo, ma la verità è che i loro obiettivi sono il potere e il danaro". Anche se detto da un politico - i cui obiettivi sono, appunto, "il potere e il danaro" - fa un po' ridere, tale è non di rado l'opinione comune anche in Italia. 

 

In realtà, una norma come quella promulgata dalla Francia, ben lungi dall'essere "progressista", è sintomo di una mentalità retrograda, pianificatrice, oscurantista e fascista. In primo luogo, il termine "setta" non è di definizione così semplice: una legge "contro le sette" può essere usata contro qualunque gruppo religioso per qualche ragione inviso al potere politico o a quello giudiziario. 

Inoltre, negare la possibilità per i fedeli di un messia "improvvisato" di praticare liberamente il proprio culto significa porre una pesante ipoteca sulla libertà di religione. 

 

In una conferenza stampa, gli adepti della Chiesa di Scientology (vero obiettivo dell'incursione francese) hanno definito la nuova legge "scellerata e degna dei regimi totalitari"; essa mirerebbe a "instaurare l'ateismo di stato". 

Sebbene tale netta presa di posizione possa apparire a prima vista esagerata, essa nasconde una profonda verità. 

 

Quello che la legge, la politica vogliono colpire è la partecipazione totale, il profondo coinvolgimento emotivo che taluni culti riescono ancora a suscitare in molte persone. Ecco allora che le armi impiegate dallo Stato in questa lotta sono le stesse di sempre: l'imposizione al pubblico di un ateismo mascherato alla bell'emeglio da laicismo, la repressione e la persecuzione giudiziaria. Non per nulla, i fedeli del culto fondato da L. Ron Hubbard hanno trovato una sponda, forse inattesa, in una lettera che il cardinale Billé e il pastore Clermont (presidente della federazione protestante) hanno inviato a Lionel Jospin. 

 

I due autorevoli esponenti della cristianità "ufficiale" hanno espresso numerosi dubbi sulla nuova legge, mettendo in guardia contro i suoi possibili effetti perversi. Essa, infatti, potrebbe "essere interpretata in chiave anticlericale, o antireligiosa, e addirittura minacciare i diritti e le libertà fondamentali". I fautori della nuova norma, d'altra parte, ricordano spesso quanto all'attività dei "culti" siano spesso collegati metodi violenti. Quest'ultima, in realtà, riguarda solo un numero infinitesimo delle "sette" (che sarebbe meglio, per rispetto, definire più correttamente "nuovi movimenti religiosi"). 

 

A nulla vale ricordare il solito suicidio di massa messo in pratica dagli adepti del Tempio Solare: un caso assolutamente isolato. E fuori luogo è pure il richiamo al massacro di Waco (con ogni probabilità non si trattò di suicidio; inoltre molte responsabilità vanno ricercate nelle azioni degli agenti federali), così come al Tempio del Popolo di Jim Jones - che fu in realtà un tentativo di instaurare un regime di vita autenticamente comunista. 

 

La realtà è che la mentalità statalista che pervade il Parlamento francese può produrre soltanto mostri - quei "mostri della ragione" che non possono tollerare l'idea che qualcuno cerchi conforto o rifugio nell'esperienza religiosa. Men che meno, essi sono disposti ad accettare movimenti religiosi capaci di svegliare negli individui una partecipazione sentita e, in certa misura, irrazionale.

 

Permettere che una legislazione del genere prenda piede, allora, può significare legittimare l'inizio di una nuova crociata contro tutti i credi "diversi" e quelle fedi "non riconosciute" dallo Stato. All'ombra del laicismo, insomma, si annida e cresce la peggiore tra le dittatura religiose: quella di chi non ha neppure una fede con cui giustificarsi.