|
|
Politicamente Scorretto rubrica a cura di Carlo Stagnaro |
|
[ politicamente scorretto ] [ home life ] |
|
|
Una preghiera per Genova
Non mi piace autocitarmi, ma questa volta posso davvero scrivere che "io l'avevo detto". I fatti di Genova non solo erano largamente prevedibili, ma addirittura erano stati profetizzati da tantissime cassandre.
Tutti sapevano che sarebbe finita così; forse qualcuno si aspettava un po' meno danni, e qualcun altro temeva più morti. Ma sulla ferocia degli scontri nessuno aveva dubbi. Da un lato, infatti, la città è stata posta sotto assedio dalle stesse forze dell'ordine. Piuttosto che approntare un piano di difesa, esse si sono limitate a blindare la zona rossa e a metterne gli abitanti agli arresti domiciliari.
Dall'altra parte, un'orda selvaggia si è abbattuta sul capoluogo ligure devastandone ogni metro, ogni pollice, ogni anfratto: garantendo gli arresti domiciliari ai residenti nella zona gialla. Quello a cui si è assistito, dunque, non è semplicemente un cruento scontro tra forze dell'ordine e manifestanti, una nerissima pagina di cronaca pronta a essere dimenticata.
Le giornate del vertice resteranno a lungo impresse nella coscienza civile di Genova, perché hanno comportato una massiccia sottrazione di libertà ai cittadini: i primi e, in ultima analisi, gli unici a sostenerne interamente le spese. Ciò su cui bisogna riflettere, allora, non sono i dettagli degli scontri, né la dinamica degli eventi che hanno portato alla morte di Carlo Giuliani.
Il vero "core issue" è l'opportunità e l'utilità stessa di svolgere il vertice, che oltre tutto costituisce l'unica giustificazione plausibile al "controvertice" degli straccioni. Il G8 è un rituale di pessimo gusto, in cui i sovrani si riuniscono e ostentano il proprio potere. L'anti-G8 è ancora meno sopportabile, perché prevede la sistematica applicazione del pregiudizio stupido e incivile secondo cui "la proprietà privata è un furto" (e del suo corollario centrosocialista, ovvero "e allora tanto vale rubarla").
E' necessario, insomma, stendere un pietoso velo sui fatti di cronaca; non ha senso, e sarebbe speculazione squallida, discutere per chissà quanto sullo schieramento dei carabinieri o sulle reali intenzioni degli agnoletto-boys. Ormai tutto è passato. Bisogna piuttosto guardare al futuro: e fare sì che cose simili non possano più ripetersi.
Non è giusto che otto persone abbiano il diritto di stabilire le sorti del mondo e di applicare le loro costose ricette a popoli che non desiderano essere guariti. Ma non è neppure tollerabile che un branco di incivili si prenda il lusso di devastare una città che - piaccia o no - ha tutto il diritto a vivere e a preservare, con ogni mezzo, la propria tranquillità piccolo borghese.
Forse queste parole faranno ribrezzo ai manifestanti: non le possono capire, come non possono comprendere la disperazione delle famiglie che, con le loro azioni e allo scopo di "salvarle" dalla globalizzazione cattiva, hanno distrutto. |
|