Politicamente Scorretto

rubrica a cura di Carlo Stagnaro

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LA LIBERTA' DELLA RETE 

E IL FASCISMO DEL POTERE

Di Carlo Stagnaro

Diceva Danton che "il contrario della dittatura è la libertà di stampa". Sembra scontato: quando la circolazione delle idee è concessa, i cittadini hanno la possibilità di maturare un proprio pensiero critico. In Italia - l'abbiamo studiato tutti a scuola - la dittatura è finita a Piazzale Loreto, quindi dovremmo ritenerci fortunati. Invece le cose non stanno così.

 

La Legge sulla stampa - quella che impedisce a chiunque non sia iscritto all'Ordine dei giornalisti di pubblicare un qualunque foglietto informativo - è datata 1948. Morto un duce, se ne fa un altro.

E' in tale clima che si è evoluto il giornalismo italiano. Atrofico e paludato, esso ha perso quasi ogni vitalità e, con poche, lodevoli eccezioni, si è accoccolato ai piedi del principe. Fare le fusa è meno faticoso e più redditizio che lavorare, in fondo.

 

 Poi, qualche anno fa, è arrivata internet. La grande rete, oasi di libertà nel desolante panorama della modernità statizzata. Lì si sono radunati intelligenti e stupidi, colti e ignoranti: dando luogo ad autentiche comunità virtuali e, soprattutto, a diversi esperimenti vincenti di comunicazione e informazione.

 

Questo non poteva essere tollerato dalla congrega monopolista dei privilegiati, i quali hanno fatto pesare la propria influenza sui cosiddetti "rappresentanti del popolo". I quali, manco a dirlo, non hanno esitato a promulgare l'ennesima legge (in Italia ce ne sono trecentomila, più o meno). Il testo della nuova norma è, come sempre, complicato, involuto, zeppo di rimandi e irrispettoso della sintassi e del buonsenso (http://www.camera.it/parlam/leggi/01062l.htm).

 

L'obiettivo però è chiaro: visto che internet è in fondo un mezzo di comunicazione, essa va assoggettata alle medesime regole della carta stampata. Cioè: i siti li fanno solo i giornalisti e, tanto per non saper né leggere né scrivere, le testate vanno registrate presso il tribunale locale. Sono in molti, e non solo in Italia, ad aver definito tale aggressione alla rete un vero e proprio attentato alla libertà di parola. Dave Kopel, direttore delle ricerche dell'Independence Institute (http://www.i2i.org) di Golden, Colorado, ha affermato che "al pubblico americano può sembrare incredibile che l'estabilishment mediatico italiano possa lavorare così sodo per sopprimere la libertà di espressione, per aumentare la propria influenza eliminando le altre voci".

 

Per la medesima ragione, la webzine Punto Informatico (http://www.punto-informatico.it) ha immediatamente lanciato una petizione (http://www.punto-informatico.it/petizione.asp), subito firmata da decine di migliaia di navigatori. Ciò nonostante, i politici hanno nicchiato e i mezzi di informazione non hanno dato notizia della questione né hanno approfondito il problema. Difesa di casta, si dirà.

 

In tal caso, è giusto e doveroso che i net-surfers si cimentino nella medesima attività: facendo sentire la propria voce. E' questa l'intenzione dichiarata dell'iniziativa promossa dal Movimento Nazionale Utenti Internet (http://utenti.org). Lo slogan suona così: "La libertà di parola senza la libertà di diffusione è solo un pesce dorato in una vaschetta sferica", firmato Ezra Pound. Il programma e le ambizioni sono all'altezza della citazione del grande poeta americano.

 

Il succo dell'Operazione Snail E-mail (http://snail.utenti.org) è semplice e micidiale: "Si tratta di una sorta di mail-bombing legale - leggiamo sul sito dei "sovversivi" -. L'idea in sé non è nuovissima, è nuovo il metodo. In sostanza si intaseranno le mailbox dei mass media con centinaia di messaggi via e-mail, ma ATTENZIONE: a differenza del mail-bombing tradizionale, che potrebbe essere perseguito per legge, i messaggi non partiranno da un solo soggetto ma da molti e contemporaneamente.

 

Si eviteranno così eventuali reazioni delle vittime, che ben difficilmente potranno denunciare qualcuno per il solo fatto di aver spedito una sola o poche e-mail. Non si violerà o danneggerà quindi nessun

sistema informatico.

 

Si spediranno solo ed esclusivamente delle e-mail: il

trucco sarà di spedirle tutte insieme". L'imperativo, dunque, è categorico: a-de-ri-re! E aderiremo. Alla faccia dei fascisti che, dietro il comodo paravento dell'antifascismo di maniera, continuano a trattare i cittadini come sudditi.