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Politicamente Scorretto rubrica a cura di Carlo Stagnaro |
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Quei Comunisti del Polo.......... di Carlo Stagnaro
Ci ha fregati tutti. Quando, durante la campagna elettorale, Silvio Berlusconi gridava "Comunisti!", non stava apostrofando gli avversari.
Chiamava a raccolta i suoi. I quali, come da copione, appena giunti a Roma si sono assisi intorno a un bivacco e hanno dato il via alle danze. Per esempio: qualche anno fa loro stessi avevano promosso un sacrosanto referendum, votato da una larghissima maggioranza dei cittadini, per la privatizzazione della RAI. Bene, bravi, bis.
Non dico che mi aspettavo la vendita di questo carrozzone nel giro di pochi mesi, ma almeno qualcosina - chessò, l'abolizione del canone, un drastico taglio di spese (e dipendenti nulla facenti), l'abolizione di un canale - speravo di vederla.
Parallelamente, mi auguravo che l'opposizione insorgesse, e per impedire la creazione di un autentico monopolio televisivo nelle mani del Presidente del Consiglio agitasse con forza la necessità dell'abolizione della Legge Mammì, e la conseguente apertura di un nuovo mercato per nuovi concorrenti.
E invece, a quanto mi risulta, nessuno ha detto nulla: perché certe misure vanno bene a tutti. Invece, i principi azzurri della Casa delle Libertà hanno pensato: "ma ora che il governo è nostro, chi ce lo fa fare di cedere alla società il potere statale?". E hanno aumentato il canone - per stare al passo con l' inflazione, per carità. E in fondo si tratta solo di poche migliaia di lire l'anno.
E' pur vero che, come si dice, tante gocce d'acqua fanno il mare e, nella fattispecie, tanti piccoli furfanti fanno il Parlamento. Perché, se questo provvedimento può far legittimamente arrabbiare un gran numero di elettori - che hanno votato Berlusconi anche perché vendesse la RAI e gli togliesse dal groppone il cosiddetto servizio pubblico - il peggio deve ancora arrivare.
Pare infatti che la Lega (quella che fino a pochi anni fa invitava, giustamente, i cittadini a recarsi sul Po e fare un immenso falò di libretti della RAI) abbia proposto di abolire il canone. Wow. Però, sembra che in sua vece il Carroccio desideri l'istituzione di una tassa volta a sostenere le tre reti televisive pubbliche (e tutte le loro escrescenze radiofoniche e satellitari).
Il canone, che già oggi è una tassa occulta sul possesso del televisore, si trasformerebbe in un balzello dovuto allo Stato per il lusso che esso ci concede: guardare le lezioni di Analisi 2 alle tre di notte e perfino, udite udite, entusiasmarci per le avventure mozzafiato di Patrizio Roversi e Susy Bladi.
La tassa di possesso, insomma, ci autorizzerebbe ad avere in casa quel simpatico elettrodomestico capace di interrompere le stragi più efferate con l'immagine di una colomba che, dal disìo chiamata, si posa su una scatola di assorbenti interni. Meno male che c'è il Polo. Solo ora capiamo la vera alternativa di fronte a cui siamo stati posti il 13 maggio e il senso della scelta di campo: rischiavamo che i comunisti facessero il comunismo. Invece, via di questo passo il comunismo lo faranno forzitalioti, leghisti e alleati nazionali, per tacere del ciccidì-ciddiù. Che bello, eh?
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