Politicamente Scorretto

rubrica a cura di Carlo Stagnaro

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I mille colori della libertà

di Carlo Stagnaro


Che si creda o no alla Provvidenza, la pubblicazione dell'ultima fatica di Gilberto Oneto, "Note dalla Terra di Mezzo. 1997-2001" (Novara: La Libera Compagnia Padana, 2001) è quanto mai opportuna. Il volume, che raccoglie gli articoli pubblicati dall'autore sul quotidiano "La Padania" e alcuni inediti, è infatti un efficace antidoto al revival tricolore inaugurato dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.

 

In un periodo in cui l'urgente necessità della sconfitta del centralismo italiano è virtualmente scomparsa, infatti, questo libro fornisce argomenti solidi e convincenti per schierarsi da questa parte della barricata: insieme ai difensori delle libertà locali. Oneto, che è anche direttore editoriale dei "Quaderni Padani", è un convinto sostenitore dell'esistenza di una comunità padana: unita dalla storia, dalla cultura e dagli interessi.

 

A suo parere, l'unificazione italiana si è svolta alle spalle dei popoli coinvolti, ed è stata determinata da una serie di fortuite casualità, oltre che dalle mire espansionistiche di Casa Savoia. Da quei lontani anni, Roma è riuscita a creare un meccanismo perverso, per cui i cittadini contribuenti (in larga misura settentrionali) sono costretti a mantenere, con le proprie tasse, stuoli di parassiti e politici nullafacenti.

 

"La Padania - spiega Oneto - è un insieme di differenze. Sono proprio la sua ricchezza e variegazione culturale a costituire l'elemento di più forte identificazione e anche di differenziazione complessiva verso l'esterno. Questa è da sempre la patria delle autonomie, delle forti peculiarità locali, delle differenze orgogliose". L'Italia, al contrario, è una angusta prigione, nella quale interi popoli sono stati compressi contro la loro volontà, attraverso la distruzione sistematiche delle loro culture e l'eliminazione delle legittime istituzioni che essi si erano dati.

 

L'autore non manca di misurarsi coi temi di più scottante attualità: dalla minaccia dell'invasione islamica alla violenta critica nei confronti del centralismo di Bruxelles. "La carta geografica delle libertà - egli scrive a questo proposito - è una carta composta da mille macchie di colore, grandi e piccole, che si mescolano fra di loro in un mosaico frastagliato, complesso e fantasmagorico: la carta delle libertà è una carta di enclavi.

 

La carta delle oppressioni è invece fatta di grandi chiazze uniformi, organizzate in un reticolo giacobino di particelle omogenee, burocratiche e anonime; è la carta delle ideologie mortifere e dei sistemi centralisti, sanguinari e brutali". "Questa lettura ironica e appassionata - afferma Romano Bracalini nella bella introduzione - non è indicata per i piagnoni che si accontentano e stanno alla finestra; è roba per gente che ha tempra di combattente, che non disarma, e anche nei momenti di crisi e di scoramento non abbandona la trincea e ha il coraggio di restarci fino in fondo".

 

Il libro, che potrà essere ritirato in occasione del convegno su "La forma dell'Identità" a Varese il prossimo 9 dicembre, è in distribuzione ai soci della Libera Compagnia Padana.

 

Per informazioni scrivere all'indirizzo e-mail  laliberacompagnia@libero.it