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La Life e l'Esattoria ! 

(15 Ottobre 2000)    

 

Rieccoci siamo alle solite…! Un altro burocrate che non vuole applicare il diritto, oltre che il buon senso.

 

Altro caso, che senza il mezzo (internet) nessuno avrebbe saputo: accadde a M.M, un socio Life che ha l’abitudine di ascoltare prima, tutti i tecnici, gli specialisti, gli  avvocati,  i commercialisti e i vari impiegati, poi in ultima battuta, prima di decidere, una telefonata alla Life non guasta Mai !!

 

Sapete quanto tempo e denaro potreste risparmiare solo frequentando con più assiduità le sedi Life, le riunioni Life, le manifestazioni Life, magari partecipando anche a qualche intervento: imparereste tante cose, perdendo solo qualche ora del vostro tempo. La Life fa Cultura, si proprio Cultura, Cultura dell’autodifesa!

 

Torniamo al caso. Costui, come molti altri di noi, i più tosti, da anni si rifiuta (giustamente !) di pagare la gabella delle gabelle: il Diritto Annuale Camerale, dovuto alle camere di commercio ( ah! ah! Detto così sembra proprio una tassa sulla camera da letto “diritto camerale”, boh! Sti depravati guarda cosa si inventano!)

 

Arriva il giorno in cui si trova a “credito d’iva”; pertanto, così come molti fanno, chiede il rimborso, attivando la pratica con tutta la documentazione allegata: mancava il Certificato Camerale in bollo che attesta l’esistenza in vita dell’azienda e l’inesistenza di procedimenti fallimentari in corso. Questo certificato però da circa un anno (vedesi operazione Drago) non viene più rilasciato a chi non ottempera al famoso “Diritto dei depravati fiscali” , così come previsto dalla legge finanziaria del 1988.

M.M non si perde d’animo! Su mio consiglio tenta il colpo: presenta una normale visura camerale che contiene gli stessi dati, ma non ha il “bollo”(che ci sia qualcuno che li colleziona! Boh!).

 

Passa una settimana e arriva la telefonata: senza certificato in bollo, niente rimborso ! Niet ! Così ha stabilito burocrate, in base a …….poco importa, esistono mille regolamenti, circolari, leggi e leggine che sicuramente approvano e legittimano il suo operato e del nostro Diritto – Chi se ne frega ! Pantalone deve lavorare, pagare , tacere e ubbidire, Sempre ! pena l’etichetta di contestatore o ancora peggio eversivo o rivoluzionario antidemocratico (ipocrisia a tonnellate !).

 

Ecco che interviene “Zorro”. In breve verifica una delle tante normative, si reca alla Camera (quella famosa del Diritto) e in un baleno trova la soluzione: l’autocertificazione ! (non ci crede, nemmeno M.M, ormai li hanno ridotti a schiavi mentali).

Così, qualche giorno dopo, M.M accompagnato da “Zorro” si reca all’esattoria (ente che si occupa di redigere le pratiche e liquidare le somme, dopo aver verificato la regolarità delle procedure e dei documenti allegati) , appena entrati alcuni impiegati riconoscono “Zorro”, nei loro occhi si legge il panico ! “Adesso che facciamo?” Una i loro (ammetto,gentile e molto carina) si avvicina a noi molto timidamente e in maniera educata ci chiede il motivo della nostra visita.

 

Spiego brevemente che il certificato richiesto a norma di legge, secondo noi può essere sostituito dall’autocertificazione, evitando così problemi a M.M, che rischia di perdere quanto gli è dovuto.

 

Apriti cielo ! Ho messo in discussione le loro procedure, che da anni studiano molto diligentemente ! Inizia così un lungo calvario: noi sempre in tranquilla attesa, mentre loro sempre più agitati, iniziano a consultarsi con altre esattorie, esperti di diritto, burocrati incalliti, detentori delle verità assolute, assertori della legge, ecc.

Risposta: la nostra procedura è questa, noi non possiamo cambiarla !

Insisto e vado oltre: chiedo di parlare con il capo (colui che può decidere in merito! Che come al solito quando serve non c’è mai !), tranquillizzo l’impiegata, ricordandogli che non pretendo da lei nessuna assunzione di responsabilità, la quale inizia a rivivere! Respira profondamente e si sente sollevata.

 

Concludo intimando a M.M di scrivere testuali parole su un foglio bianco con una penna biro: “Io sottoscritto M.M titolare dell’azienda “pinco pallo” dichiaro ai sensi della legge n…… (autocertificazione) che ad oggi , la mia azienda è nel pieno della sua attività e non ha nessun procedimento fallimentare in corso.”; consegnamo il manoscritto all’impiegata e il testo di legge, che tra le altre cose riporta le sanzioni a carico di chi (loro!) non la applica, rimanendo d’accordo in modo tale che appena il capo fosse rientrato le sarebbe stato sottoposto lo scomodo caso, informandoci poi telefonicamente.

 

Dopo pochi giorni arriva la telefonata! Buongiorno, le telefono in merito alle sue richieste. La procedura è corretta così come voi avete stabilito, pertanto tutto è a posto. Però (ce sempre un però) se tutti fanno così noi che ci stiamo a fare qui ? “Bella domanda “.

 

 

I Retroscena:

 

M.M si era rivolto ad un’associazione settoriale a cui è iscritto da anni (come al solito gli tiene la contabilità); risposta: “Purtroppo ci dispiace, ma se vuole il rimborso iva deve pagare il Diritto Camerale (arretrati e ammende comprese), poi richieda il Certificato in Bollo, lo alleghi, e la domanda sarà regolarmente evasa”; Che bravi! Sapete che loro sono finanziati in parte, anche dalle Camere di Commercio ed inoltre fanno parte della giunta Camerale !!!!

 

Abbiamo scoperto poi che: “Il certificato in bollo serve, come gia detto, per attestare l’esistenza in vita dell’azienda e la mancanza di procedimenti fallimentari in corso, però il tribunale comunica eventuali procedimenti fallimentari alla Camera di Commercio con i tempi soliti! E la stessa camera di commercio non è in grado di aggiornare i dati in tempo reale, quindi il certificato non attesta proprio niente, esistono circa sei mesi di buio!”

 

Mi sembra di capire che come al solito questi regolamenti, normative, circolari, procedure, siano stati inventati con la scusa di controllare, regolare, aiutare, ecc.. In realtà servono solo a creare posti di lavoro perfettamente inutili e noi poveri pirla siamo costretti a mantenerli a vita: ma quando ci svegliamo? Boh!.

 

Cosa dire? Un’altra piccola vittoria Life, che mai nessuno vi avrebbe raccontato.