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La vertenza contro la CCIAA         Life Lombardia

* Nonostante che la Normativa CEE (n. 69/335) ritenga illegittimo il cosiddetto Diritto Annuale che le Camere di Commercio chiedono alle Aziende, la famigerata Finanziaria del ’97 ha bellamente imposto di non rilasciare più Certificati a chi non paga il Diritto Annuale.

* La C.C.I.A.A. smette di consegnarli in gennaio ’99, e il Sindacato LIFE, essendo un Movimento di Azione Collettiva “che Rappresenta Interessi Diffusi” a rigor di Legge, ha invitato gli Associati a una Mobilitazione che avesse l’Obiettivo di far rispettare quella precisa Norma CEE, perché il mancato rispetto è lesivo verso i nostri Interessi Legittimi: le Norme CEE hanno valore sì per i Cittadini ma devono essere rispettate dagli Stati e dal loro Apparato, comprese le Camere di Commercio.

La Mobilitazione è culminata nella Rivendicazione di Legittimità della Norma CEE n. 69/335 che è stata letteralmente urlata nelle orecchie dei Funzionari di ben 15 Camere di Commercio dell’Alta Italia di venerdì il 19 febbraio ’99 alle ore 11.

La prima Risposta dell’Apparato (piuttosto che piegarsi alle Norme CEE) è stata invece un Avviso di Garanzia a mezzogiorno del lunedì successivo ad alcuni Soci proteggibili dal Sindacato LIFE.

Di conseguenza gli Avvocati LIFE in nome e per conto degli Associati hanno Notificato il 28 giugno ’99 un Atto di Citazione in Giudizio nei confronti del Ministero delle Finanze e della Prima Camera di Commercio (quella di Milano) per far dichiarare a Norme CEE la illegittimità del tributo e restituire i soldi già versati. Dopo di che è stata presentata alla Commissione Europea il 30 giugno la regolare Denuncia di Infrazione di quella Direttiva n. 69/335 violata spudoratamente dallo Stato Italiano.

Cosicché, dovendo piegarsi inesorabilmente alle Norme Europee (perché tutti gli Stati dovranno farlo prima o poi, anche se l’Italia sarà sempre ultima) lo Stato non ha pensato ad altro che vendicarsi con altri Avvisi di Garanzia proprio alla vigilia della Prima Udienza in cui a Palazzo di Giustizia (a Milano) la Camera di Commercio e l’Avvocatura di Stato hanno dovuto presentarsi in Giudizio oggi 30 novembre ’99.

Oggi il Processo è oramai incominciato e le Norme CEE saran fatte rispettare inesorabilmente anche al Ministero delle Finanze e alla Camera di Commercio (che gli piaccia oppure no) perché una cosa è certa e sta scritta nel Codice Penale della Monarchia attualmente ancora in vigore anche per gli Apparati dello Stato (cioè il Regio Decreto 19 ottobre 1930 n. 1398): * Art. 3 – le Norme del Diritto Internazionale fanno eccezione al Codice Penale (non c’è Avviso di Garanzia che tenga) e quindi dovranno sempre essere rispettate tutte le Norme CEE e quelle di tutti i Trattati ormai Firmati dagli Italiani * Art. 294 - è punito CHIUNQUE impedisce in tutto o in parte l’esercizio di un Diritto Politico (o determina Taluno ad esercitarlo in senso difforme dalla sua Volontà) e quindi dovranno sempre essere rispettati i Diritti Civili e Politici elencati nei “Patti sui Diritti Umani” firmati dagli Italiani nel 1966 e oramai Ratificati con la Legge 25 ottobre 1977 n. 881.

Per quanto costasse adeguarsi alle Regole Comunitarie CEE o a quelle della Comunità Internazionale (quali che fossero) lo Stato si dovrà adeguare: dovrà liberare i Prigionieri, restituire i Soldi, e risarcire i Danni.

 

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