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Comunicato Stampa      Life Piemonte

Mercoledì 24 Maggio 2000 presso il tribunale di Verbania si tiene il processo a Walter Canova (Pres.Life Piemonte e Vice Pres.Life Federale), Dolores Faletti (Pres.Life VCO) e altri 12 esponenti della Life provinciale. Le accuse nei nostri confronti risalgono ai fatti avvenuti 1’anno scorso, durante la manifestazione alla Camera di Commercio di Baveno. Ricordo che la manifestazione si era tenuta in modo del tutto pacifico (come testimoniato nella trasmissione integrale mandata in onda dall’emittente locale Tele Vco), ma la procura decide di rinviarci a giudizio, rifacendosi ad uno dei tanti articoli recuperati dalla cantina del legislatore e meticolosamente rispolverato per l’occasione, articolo che prevede un numero limite di persone che possono protestare all’interno di un ufficio pubblico. La Manifestazione si era tenuta in contemporanea in 14 province; il nostro obiettivo era di ottenere il rilascio di un certificato di iscrizione camerale in bollo, pagando regolarmente le spese dovute, pur non avendo versato il Diritto Camerale. Certificato che viene regolarmente rilasciato in alcune province, come dimostrerà nel dibattimento il nostro legale Avv. Roberto Cota, neo-eletto Consigliere Regionale e probabile Presidente del Consiglio Regionale della Regione Piemonte. Ritengo che questo atteggiamento persecutorio, visto le innumerevoli assoluzioni degli ultimi processi, sia stato usato per cercare di spaventare eventuali iscritti alla nostra Associazione, con risultati al quanto modesti, visto che sono riusciti a spaventare solo chi era già “morto di paura”. Mercoledì, a partire dalle ore 09.00, si terrà un Sit-in di protesta all’esterno del Tribunale, a cui parteciperanno iscritti della Life provenienti da molte province, inoltre, alla fine del processo ci recheremo all’esterno della prefettura Verbanese per dimostrare il nostro disappunto nei confronti dei metodi “Vessatori” utilizzati dalla Task-Force inviata dal Ministro Salvi. Metodi che sicuramente non aiutano la prevenzione degli infortuni nel mondo del Lavoro, ma rimpinguano le casse del “Tiranno”. Considerato che è sicuramente il nostro primo interesse tutelare la salute nostra e dei nostri collaboratori, chiediamo normative applicabili, chiare e una riduzione corposa della tassazione a chi investe in sicurezza, come in tutti i paesi Europei. Dall’altro lato, rispettate le condizioni precedenti, chiediamo verifiche periodiche, condotte in modo serio, senza l’intenzione di perseguire ma con l’intento di educare e collaborare con gli imprenditori al raggiungimento di standard di sicurezza Europei, senza l’uso di “Task-Force”. A patto che queste condizioni di civiltà vengano rispettate, noi per primi chiediamo pene severe per chi non si adegua, come è nella nostra filosofia strettamente legata alla logica e alla ricerca di soluzioni praticabili e non sicuramente a logiche di immagine e pubblicità inutili.

Walter Canova (Vice Pres.Life Federale e Pres.Life Piemonte)