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Sig. Presidente
Dr. Silvio Berlusconi
Camera dei Deputati
20100 ROMA
c/c On. Prof. Giulio Tremonti
Ministro per l’Economia Sig.
Presidente, Desidero
innanzi tutto esprimerLe i miei rallegramenti e quelli della maggioranza
di noi, imprenditori della L.I.F.E., per il brillante risultato
elettorale. Quanto al
programma da Lei ripetutamente esposto per il primo periodo di governo,
e in particolare per i primi 100 giorni, l'abbiamo tutti apprezzato;
incluso e soprattutto il capitolo
"Lasciateci lavorare", il che c’induce a sperare in un
Governo che, per la prima volta, non sarà "contro" le
imprese. Su
questo presupposto, e scusandomi in anticipo per il tentativo di
sottrarLe qualche minuto del suo tempo, mi permetto tuttavia di porre
qualche ulteriore accento sulle storture funzionali di alcune strutture
pubbliche, assolutamente dannose per l’intera categoria produttiva,
nonché sulle più insulse incombenze burocratiche che affliggono
direttamente le nostre piccole e medie imprese, sottraendo tempo
prezioso alla nostra attività, ed esponendoci a infinite sanzioni;
anche se immagino che Lei, come imprenditore, avrà tutto già
perfettamente chiaro. 1
INPS Sappiamo tutti che l'INPS è di fatto controllato totalmente dai sindacati, essendo un’autentica centrale al servizio del regime, con lo scopo di elargire pensioni milionarie agli amici della nomenclatura, e pensioni da fame a tanta povera gente; edulcorate peraltro dall’enunciazione di un falso senso di dovere sociale; nella realtà col solo scopo di mascherare lo sperpero dei contributi spropositati, versati per anni dalle imprese. Quel che è altrettanto grave, e il popolo neanche lo immagina, è che trattandosi di un baraccone vincolato a un disastroso sistema pensionistico a ripartizione, questo non solo dilapida i contributi che riceve, ma per conseguenza diretta di tale comportamento, continua a produrre danni immensi all’economia, condizionando addirittura e pesantemente l’indipendenza del Paese. Per qualche considerazione in più sull’argomento, vedere allegato. Cosa si propone di farne?
2
INAIL Altro
baraccone di origine fascista, che incassa contributi ma fa di tutto per
non pagare i lavoratori infortunati; o meglio, li paga, ma si rivale sempre
sull'impresa che è sempre
colpevole. Non sarebbe il caso di chiuderlo?
Di compagnie assicurative private ce ne sono tante; a che serve
che lo Stato gestisca in proprio una funzione che non gli compete? 3
INTRASTAT Altro
obbligo inutile; altro perditempo; altre scadenze; altre sanzioni.
Se lo Stato, per esigenze statistiche proprie o dell’Europa, ha
bisogno dell'INTRASTAT se lo faccia da solo, oppure paghi qualcuno per
farselo fare. Noi
imprenditori cosa c'entriamo? Per
piacere, basta!
4
PRIVACY Ancora
moduli inutili, ancora migliaia di lettere inutili da inviare e
ricevere; e la galera se perdi l’agendina. (Però solo momentanei
arresti domiciliari se ammazzi papà e mamma) La
costruzione di un perfetto regime comunista facilmente finisce col
cadere nel ridicolo, o nel grottesco;
e intanto i vari Rodotà e i loro innumerevoli compagni, con le
auto blu, le scrivanie d’antiquariato….. costano decine di miliardi;
naturalmente a tutti noi che abbiamo il piacere e la dabbenaggine di
darglieli. 5
CONAI Su
questo argomento, per evitare di cadere nel turpiloquio, preferisco
rimandarLa al secondo foglio allegato, che è stato esposto per qualche
tempo sul nostro sito Internet. Spero
che Lei ci possa mettere le mani al più presto. Comunque per noi il
CONAI non costituisce una perdita di tempo, che d’altra parte sarebbe
del tutto inaccettabile, dal momento che l'abbiamo semplicemente
ignorato. Rimangono
tuttavia l'onere complessivo delle centinaia di miliardi sottratti al
sistema produttivo, e l’incombenza delle solite sanzioni; nel nostro
caso, inoltre, l'incognita delle possibili reazioni di nostri associati,
già abbastanza esasperati, qualora venissero a trovarsi in prima
persona aggrediti da un simile, monumentale concentrato di stupidità. 6
CAMERE DI COMMERCIO Abbiamo
contestato il contributo annuale per le Camere di Commercio, sulla base
della elementare considerazione che i servizi richiesti vengono fatti
pagare tutti di volta in volta . Allora, quei circa 115 miliardi
l’anno che versano le sole aziende di Milano, a cosa servono?
Certamente a rallegrare la gestione…. e a rimpinguare ancora di più
le già pingui casse della C.G.I.L! La causa portata presso la Corte di Giustizia Europea e il
Tribunale di Milano è in fase conclusiva; la sentenza è attesa per
luglio. Il governo tuttavia, vista la mala parata, con l’ultima
finanziaria ha cambiato le modalità e la definizione del contributo,
(così, con l’occasione, ha
aumentato, in molti casi anche a dismisura, l’onere del prelievo,
portato ora ad un limite, bontà sua, di 150 milioni, salvo locali
incrementi!); il che ancora una volta dimostra il livello della ferocia
impositiva dei comunisti, e
altresì la totale inutilità di qualsiasi opposizione legale nei loro
confronti. Nel frattempo ci mandano gli ufficiali giudiziari a fare i
pignoramenti. Ma non
prenderanno una lira! 7
RITENUTE D'ACCONTO – SOSTITUTI D’IMPOSTA Se
il fisco vuole che qualcuno paghi le tasse, gliele chieda.
Noi non siamo disposti a fare da esattori per conto terzi, e
tanto meno per il Ministero delle Finanze. 8
GUARDIA DI FINANZA Lei
li conosce bene; ma con le piccole aziende è diverso; infatti non è la
prima volta che i finanzieri si presentano nelle nostre imprese armati e
con l’atteggiamento che la divisa, così bene accessoriata, consente.
Per queste esibizioni scelgono proprio le aziende più piccole, a
livello artigianale, dove è più facile terrorizzare i malcapitati e i
loro famigliari, al punto che in alcuni casi abbiamo avuto imprenditori
che hanno precipitosamente scelto la strada dell’Aldilà.
Si dirà: non erano persone sufficientemente equilibrate; ma
quando, per esempio, 15 finanzieri, armati di mitra, vanno a frugare nel
comò della camera da letto di un riparatore di biciclette……non ci
si può sorprendere se quel disgraziato afferra la prima bottiglia
d'acido solforico che ha sul bancone, e se la beve d'un fiato!
Sig.
Presidente, questa è l'Italia del lavoro; è l'Italia degli oppressori;
è l’Italia delle tragedie che non interessano a nessuno; è l'Italia
autentica del bene e del male, che ora Lei si trova fra le mani. Cordiali
saluti Giovanni
Du Jardin Presidente
L.I.F.E. Nord- Ovest P.S. Per ultimo allego anche la copia di un articolo relativo al decreto legislativo 193/2001 che prevede l’espropriazione della casa a chi abbia col fisco un qualsiasi debito. Si tratta evidentemente dell’improvviso aggravamento della paranoia persecutoria del Suo predecessore, causato forse dalla previsione dell’ineluttabile sfratto dal Ministero del Tesoro. Si tratta di una legge che, se applicata, avrebbe conseguenze gravissime che mi sembra superfluo elencarLe. Per questo La prego di darci una Sua autorevole assicurazione, direttamente con un fax alla nostra sede, o con una pubblica dichiarazione, che il decreto in questione non avrà applicazione e verrà quanto prima cancellato.
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