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Cena Sociale 2000 Life Nord-Ovest

by  Carlo Stagnaro (su gentile concessione) 

 

Si è svolta, sabato 18 dicembre, la cena sociale della Life Nord-Ovest. Luogo dell’appuntamento: Biella, dove nel pomeriggio si era tenuta una riunione del direttivo. L’ambiente era quello a cui la Life ci ha abituati da anni: bandiere, coraggio, tanta rabbia ma anche tanta gioia. Le decine di persone presenti venivano, e vengono, da esperienze diverse e, probabilmente, hanno idee e aspirazioni differenti. Ma tutti, in un modo o nell’altro, hanno visto i propri diritti e la propria dignità calpestati da quel mostro osceno che è lo Stato.

 

Le loro speranze sono state strangolate da tentacoli immondi che si chiamano, di volta in volta, Inps, Camera di commercio, Guardia di finanza, tasse, e così via. E, quando questo non è (ancora) accaduto, a dominare è la consapevolezza che il Leviatano è sempre in agguato. La filosofia Life è sempre quella: per dirla con le parole del reverendo Martin Niemoller, “quando sono venuti per gli altri, non mi sono mosso, perché non mi erano simpatici; ma quando sono venuti per me, non era rimasto più nessuno che mi potesse aiutare”. E’ lì che nasce l’esigenza di muoversi, e di farlo in fretta.

 

Questo, in sostanza, il senso degli interventi che si sono avvicendati e che questo umile cronista tenterà di riportare, chiedendo in anticipo scusa per le sicure inesattezze. Ad aprire le danze è stata Bianca Biagioni, vicepresidente della Life Nord-Ovest e responsabile della Lombardia. La Life è a un bivio, ha spiegato: ora deve prendere attentamente decisioni cruciali per il proprio futuro. Per poter esplodere nei cuori della gente, essa deve scoprire un nuovo modo di fare comunicazione. Deve soprattutto capire che è possibile conquistare anche il favore della massa di quanti non tollerano l’invadenza italiana: anche se, magari, proprio per l’Italia lavorano. L’obiettivo, allora, deve essere la diffusione sempre più ampia delle idee-guida della Life: idee di coraggio, responsabilità individuale, coscienza dei propri diritti.

 

Bruno Ferrari, vicepresidente della Life Nord-Ovest e responsabile per il Piemonte, ha ribadito i consigli avanzati da Bianca Biagioni. Nel ringraziare i numerosi convenuti per la loro partecipazione, Ferrari ha fatto un bilancio dell’operato della Life nella regione da lui gestita. Un bilancio che è senz’altro positivo e che rivela senza ombra di dubbio le infinite possibilità di crescita. La gente ha una voglia matta di cambiamento, e aspetta solo che qualcuno si faccia avanti con delle proposte concrete. La Life può benissimo essere questo “qualcuno”: purché sappia raggiungere le orecchie dell’“uomo qualunque”.

Quindi ha parlato Walter Canova, presidente Life Nord-Ovest. Canova ha incitato i presenti a battersi con ogni forza e ogni mezzo per aprire le orecchie alla gente e distruggere il malefico cerume della disinformazione. Chi combatte la tirannia fiscale si batte per una causa giusta, ovvero la libertà degli individui. Libertà e responsabilità: queste le parole d’ordine. Purtroppo spesso i cittadini si sono lasciati traviare dalle comode utopie che hanno generato quel mostro di nome Stato. Hanno optato per la sicurezza rinunciando alla libertà: senza rendersi conto che la cella fa sempre parte di una prigione, per quanto dorate siano le sbarre. E allora bisogna saper cambiare loro la testa: non solo fornendo idee alternative e vincenti, ma anche dando il buon esempio.

 

Una persona che il buon esempio non esita mai a darlo è Katia Giordani, vicepresidente Life Biella, che ha preso la parola dopo Canova. Dopo aver ancora una volta ringraziato i presenti, ha rilanciato l’importanza dell’attività della Life nel biellese. Non bisogna adagiarsi suoi recenti buoni risultati ma, anzi, trarne la forza e la volontà di andare avanti con sempre maggiore determinazione e voglia di cambiare. E’ importante, insomma, comprendere che non tutti hanno avuto la fortuna di capire la reale natura dello Stato: chi lo ha fatto, ha l’obbligo morale di contagiare amici e nemici coi virus della libertà.

 

Al termine di questo intervento è arrivato il momento tragico della serata. Katia, infatti, ha introdotto l’oratore successivo… che ho scoperto essere io stesso. Ora, a mia discolpa devo dire che pensavo di andare a Biella per mangiare e mi sono invece trovato a parlare. Ho allora brevemente ricordato che il comunismo si fonda su un presupposto completamente sbagliato: che imprenditori e lavoratori sono nemici. Le cose non stanno così. Certo, esiste una lotta di classe: ma i ceti schierati sui due fronti sono, da un lato, i “pagatori di tasse” (imprenditori e lavoratori) e, dall’altro, i “consumatori di tasse” (in larga misura politici, burocrati e assistiti vari). Perché i primi possano vincere è indispensabile un’azione culturale volta a rivendicare la loro dignità e il loro orgoglio.

 

Finite le mie disastrose, ancorché brevi, parole, si è rivolto ai convenuti Giovanni Du Jardin. L’animatore della Life di Milano ha ricordato che ogni giorno lo Stato impone agli imprenditori nuovi obblighi. Ma, poiché anch’essi comportano lavoro e impiego di tempo, lo Stato dovrebbe avere quantomeno il decoro di pagarli e, se non altro, di chiedere per favore. Ma lo Stato, si sa, non ha alcun tipo di educazione: non più di qualunque, comune lestofante, in ogni caso. E, a differenza di questi ultimi, ha la faccia di bronzo e l’assurda pretesa di agire “per il nostro bene”.

 

Moreno Simionato ha approfittato dell’occasione per narrare ancora una volta la propria assurda storia. Una vicenda triste in cui il ruolo del “cattivo”, tanto per cambiare, lo ha recitato la burocrazia: stupida e insensibile, essa gli ha prima concesso e poi ritirato la licenza per svolgere alcuni lavori indispensabili alla sua attività agrituristica, fottendosene del fatto che Simionato ci aveva scommesso i risparmi di una vita. E ha concluso: “io non mi sento cittadino di uno Stato così, io non voglio più essere italiano; per questa ragione ho deciso di andarmene all’estero, lontano dall’Italia e dall’Europa, in Africa, dove le persone che lavorano davvero godono di maggior rispetto”.

 

La serata si è conclusa con i saluti di Romano Gabriele, consigliere Life di Torino, che ha parlato di una nuova realtà sorta nella sua provincia. Si tratta di una innovativa esperienza di cooperazione tra imprenditori, a cui la Life non ha mancato di fornire appoggio e sostegno. La contestazione rivolta dai “soliti noti”, esponenti del mondo parassitario e legato a idee sconfitte dalla storia e dal buonsenso, è stata la migliore dimostrazione della bontà dell’iniziativa.

                    By Carlo Stagnaro (curatore della rubrica "Politicamente Scorretto")